EDITORIALE

La grande nave

di Bruno Cappato

La sciagura della grande nave da crociera squarciata dagli scogli insidiosi, apparso come un fatto che ha coinvolto tutti e che ha avuto un riverbero nazionale. Quelle persone - tante quante un paese intero – sono rimbalzate dagli schermi televisivi con i loro volti impauriti, con le coperte sulle spalle, fino allemozione di ciascuno. E stato come se si ripetesse il gi visto nei film che hanno raccontato di altri celebri naufragi. Il film ha il potere di suscitare forti sensazioni e commozioni intense, ma quando si arriva alla fine si conclude che solo un film. Questa volta non un film. E successo davvero e questo grande, enorme scafo nato per dare momenti di gioia e di festa giace su una fiancata come un grosso pesce spiaggiato e morente o come un oggetto ingombrante ed inutile.

La grandezza della nave, il suo compito di divertire e di rilassare il passeggero, in una cornice di lusso e di sfarzo, rendono il fatto ancor pi impressionante e quindi la curiosit rischia di prendere il sopravvento sulla situazione delle persone. Ancora e sempre tutto deve essere analizzato sulla base della persona umana che valore che supera immensamente la pregevolezza ingegneristica della grande nave. Se non riusciamo a focalizzare sulle persone in quanto tali, ossia sulla loro situazione, rischiamo di creare il film, o di distorcere gli avvenimenti a nostro uso, nel senso che possono diventare funzionali a categorie di nostro interesse come la giustizia e la magistratura, lo scoop sensazionale, il senso del brivido. Queste deformazioni sono sempre una possibile tentazione soprattutto per coloro che hanno il compito di informare come giornalisti e reporter.

Una risonanza importante potrebbe essere per noi quella che viene dalla considerazione a volte un po superlativa ed esagerata delle possibilit della moderna tecnologia. Si sa che non possiamo fare a meno delle cose che lintelligenza umana e la capacit inventiva propongono, ma sono sempre e solo delle cose e tali dovrebbero risultare sempre. Abbiamo letto di corsi di disintossicazione da uso di internet, cos come si parla delle droghe; questo la dice lunga sulla schiavit che ad una certo punto determinate realt possono produrre, pur essendo nate per aiutare la vita delluomo, il suo lavoro e la sua attivit. Luso prudente e sobrio delle cose non da sottovalutare perch, altrimenti, si rischia di perdere la dimensione pi vera delle nostre possibilit. Pensiamo di poter fare chiss che cosa e poi, improvvisamente, qualche imprevista emergenza ci riporta alla dimensione reale della nostra vita pi vera, fatta di necessit non di cose, ma di contatto e di dialogo con le persone riconosciute nella loro irripetibile bellezza e originalit.

Le cose - anche le pi costose e sofisticate - in realt possono essere il risultato di una lavorazione a catena.

La minima creatura del giardino di Dio non ha mai qualcosa di uguale e di standardizzato.